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Visualizzazione dei post da ottobre, 2020

SERIE TV : AFTER LIFE (NETFLIX)

Non guardo serie TV. Non mi piace il ricatto morale insito nell'approccio streaming e soprattutto considerare l'impegno di dover inevitabilmente concludere qualcosa che in realtà dovrebbe disimpegnare. Detto questo, l'amica  @liuzza__  (anticipata dall’amico  @guguperilsociale  di qualche mese) mi ha suggerito di provare a svoltare la mia esistenza e di adeguarmi alla globalizzazione cinematografica. Per non ricadere nella retorica del finto tradizionalista mi sono tacitamente concesso After Life di Ricky Gervais. Ve lo dico subito non è un capolavoro. Lei diceva convinta "si piange e si ride, si ride e si piange". Si ride poco e si piange meno. Recitata con discrezione dal suo stesso regista e sceneggiatore, ha buone musiche e un ritmo più che apprezzabile. Si riconosce invece un black humor di qualità. Approfitto comunque del vostro tempo per dirvi che  @liuzza__  (in combutta con  @fabriziodentico  )senza volerlo (forse) mi ha regalato fina...

TUTTO QUELLO CHE VUOI. IL PIACERE DELL’ONESTÀ

A me piace credere di essere amico di Francesco Bruni da qualche anno. Mi piace credere che la nostra relationship sia iniziata nel 2014. Ero componente di una giuria da lui presieduta. Il mio ricordo è positivo. Nonostante la popolarità e il successo professionale, Bruni si rivelò una persona trasparente ed onesta. Sicuramente non molto aperta allo scambio fisiologico di opinioni più o meno competenti ma educato e pronto ad ascoltarti e a confrontarsi. Il preambolo era doveroso. Doveroso perché, di tutte queste “inutili” parole d’introduzione alla recensione di  Tutto quello che vuoi , ne voglio riutilizzare una. L’onestà: la pellicola ha il pregio di raccontare in maniera onesta e serena il confronto generazionale. Giuliano Montaldo rappresenta (egregiamente) la senilità e l’anzianità spoglia da sentimentalismi già visti e dall’ipocrisia tentatrice, comune a questo genere di riproposizioni. Impersonifica il “nostro” caro nonno con un pizzico di arte e cultura sopra le righe ma se...

Indie Italiano (edit 2018)

Premessa: nelle mie playlist di Spotify compaiono Cosmo, Calcutta, Coez,Thegiornalisti & Brunori. A maggio esce l’album del mio amico @postinopop, acquistatelo. Ho ribadito a più riprese il concetto secondo il quale mi autodefinisco un appassionato e mai un cultore della materia. L’indie italiano non esiste, o meglio, non è quello che immaginate. Al momento può essere identificato in uno stile o, che nessuno si senta offeso dal sostantivo a seguire, una moda. La presente non intende essere una lotta anticonformista contro la nuova corrente che sta tempestando le radio e le nostre vite, sia chiaro. Intende essere una precisazione e un monito per i più giovani. Iniziamo col dire che l’indie italiano non è assolutamente un genere musicale e occorre ricordare che l’indie, quello vero, non nasce in Italia e non ha niente a che vedere con la parodia nostrana. L’indie italiano, quello da noi cantato in auto, è spesso il mezzo attraverso il quale voci bruttine ed elettronicamente “elabora...

L’INSOSTENIBILE MEDIOCRITÀ ITALIANA VISTA CON GLI OCCHI DI LUCA MEDICI

  I l problema della nostra nazione è che siamo mediocri, senza mezzi termini. “Senza le basi scordatevi le altezze”, ecco, ci mancano le basi, o meglio ce le siamo dimenticate chissà dove. L’ignoranza delle primarie nozioni dell’istruzione obbligatoria: ci mancano le fondamenta di un’architettura culturale basilare per ciascun individuo mediamente dotato. Non solo la Legge di Lavoisier, la Teoria Copernicana, il postulato di Euclide e altri capisaldi; ricordo alla perfezione l’autunno del quinto anno di liceo in cui la professoressa di lettere insisteva parecchio sul dramma pirandelliano per eccellenza “Sei personaggi in cerca di autore”. All’epoca passavo le mie giornate giocando al toto-traccia di maturità e la scarsa quotazione del vate Pirandello per la prima prova, fece si che ignorassi – da italiota medio – il suggerimento di un insegnante troppo “pesante” ai miei occhi. Dopo quattro pellicole di indiscutibile e redditizio successo, Checco Zalone ha deciso di rimboccarsi le ...

1 e 95

Da qualche settimana hanno riaperto cinema e teatri, e alla luce di n.0 contagi tra le terze e quarte pareti, il sottoscritto, da sempre restio nell’assecondare scetticismi di ogni tipo, ha esordito nella nuova stagione cine-teatrale.   Si intende sempre ed esclusivamente nella figura anonima ma ambita di spettatore con zero competenze e tanta applicazione. Con spirito propositivo, mi sono approcciato (passo alla prima singolare per convenienza) inizialmente alle sale cinematografiche con la nuova commedia drammatica nostrana, piacevole e carica di negatività (che di questi tempi non guasta) e qualche giorno dopo, la scorsa domenica, così da fornirvi maggiori ed inutili dettagli, con il mio gruppetto di ex teenager, ho fatto visita (e penso capolinea) al teatro Kismet di Bari. L’occasione era singolare e con spunti di patriottismo locale. Un ragazzaccio barese, dalle gambe poco corte, con il sorriso “bianco subito” e con ciuffo ingenuamente sensuale, ha aperto la stagione teatr...