Il 25 marzo è finalmente di (e per) tutti il nuovo album di Serena Brancale, roba nostra per intenderci. Album a briglie sciolte, libero da regole imposte dalle brochure dell’ipermercato musicale con i suoi scaffali pieni di prodotti customizzati dalle major. Non si avverte minimamente traccia di disadattamento discografico, percepita nei primi due dischi, anzi Serena è completamente a suo agio, ed è la vera fortuna del suo ultimo lavoro. Composizioni zeppe di citazioni stilistiche più o meno esplicite che lo rendono un concept album di tutto rispetto e assoluto livello. Quel rispetto che a Serena non manca quando decide di ri-arrangiare brani intoccabili, mostrando coraggio e quella spensieratezza che caratterizza il suo personaggio affannosamente sui generis, con affetto parlando, e dal fascino irresistibile. (copertina dell'album, tra Tregua di Renato Zero e la Sade di Lovers Rock) La nostra personalissima versione di crooner al femminile, viaggia leggiadra tra generi musi...