Sono estremista Gaberiano e, in quanto tale, la politica non mi interessa (Apologia di un REFERENDUM)
Di politica non capisco nulla, e non ne vado mica orgoglioso. È semplicemente andata così. Non mi ha mai catturato quella passione lì, anche se ci ho provato: come con certe cose che sulla carta dovrebbero piacerti, impari le regole, ti avvicini, fai uno sforzo ma alla fine non scatta. La mia curiosità si è sempre infilata altrove, nelle cose facili e relativamente concrete. La politica invece mi è sempre sembrata una lingua che non riuscivo a parlare. E allora, quando mi chiedono da che parte sto, per onestà prima ancora che per stile rispondo: “Sono gaberiano”. E il distacco diventa incolmabile. A Giorgio Gaber ci sono arrivato tardino. In un passato remoto di età pre-adolescenziale un pro-zio, informatico di giorno e pirata nella notte, ci aveva anche provato con una vecchia compilation passata quasi per caso, dentro c’era anche Adriano Celentano, e all’epoca a “destra/sinistra” preferì la più utile “Una Carezza in un pugno”. Poi nel frizzante covid-time del 2020 mi capita in TV uno...