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TUTTO QUELLO CHE VUOI. IL PIACERE DELL’ONESTÀ

A me piace credere di essere amico di Francesco Bruni da qualche anno. Mi piace credere che la nostra relationship sia iniziata nel 2014. Ero componente di una giuria da lui presieduta. Il mio ricordo è positivo. Nonostante la popolarità e il successo professionale, Bruni si rivelò una persona trasparente ed onesta. Sicuramente non molto aperta allo scambio fisiologico di opinioni più o meno competenti ma educato e pronto ad ascoltarti e a confrontarsi.




Il preambolo era doveroso. Doveroso perché, di tutte queste “inutili” parole d’introduzione alla recensione di Tutto quello che vuoi, ne voglio riutilizzare una. L’onestà: la pellicola ha il pregio di raccontare in maniera onesta e serena il confronto generazionale.

Giuliano Montaldo rappresenta (egregiamente) la senilità e l’anzianità spoglia da sentimentalismi già visti e dall’ipocrisia tentatrice, comune a questo genere di riproposizioni. Impersonifica il “nostro” caro nonno con un pizzico di arte e cultura sopra le righe ma senza quella carica di superbia e presunzione che, spesso, limita le persone che hanno letto qualche libro in più e Bruni in questo è maestro.

La sua sceneggiatura è sempre puntuale e brillante, con poche parole, semplici e dirette, evitando ambiguità e filosofia hegeliana arriva dritto al suo pensiero, spesso condivisibile. Parlare del quotidiano, inserito in un contesto presumibilmente veritiero con poesia, non è affatto immediato ma porta al raggiungimento della bellezza e all’obiettivo di questa pellicola. La poesia ci spiega tutto e ci aiuta ad andare a fondo, nell’anima delle problematiche e delle insicurezze di tutti noi.

E’ squisito lo scambio tra assistenza fisica e assistenza morale dei due protagonisti. Come se l’aiuto concreto del braccio nella manica del pigiama o una passeggiata di cinque minuti in un parco serva a meritarsi in regalo l’infinita saggezza raccolta, a fatica, in 85 anni di vita.

Con leggerezza si parla anche di due temi cari a molti anziani. Ricordi e solitudine. Francesco Bruni è inevitabilmente colpevole di un riferimento autobiografico che in qualche modo si trasforma in un inconscio insegnamento.
E’ doveroso ascoltare gli anziani con costanza e dedizione nei racconti di una vita ed essere sempre pronti a farlo.

Un altro fattore pro – tuttoquellochevuoi è trattare finalmente il tema dell’Alzheimer in maniera implicita senza mai farne menzione e soprattutto senza la compassione tanto cara alle pellicole statunitensi, fin troppo sensibili alla tematica.

Tutto quello che vuoi è un film pregevole. Si, si tratta amore, poesia e guerra, ma parla soprattutto di noi. Non è un film semplicemente da vedere. È un’opera da apprendere e di cui fare buon uso.

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