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SERIE TV : AFTER LIFE (NETFLIX)





Non guardo serie TV. Non mi piace il ricatto morale insito nell'approccio streaming e soprattutto considerare l'impegno di dover inevitabilmente concludere qualcosa che in realtà dovrebbe disimpegnare. Detto questo, l'amica @liuzza__ (anticipata dall’amico @guguperilsociale di qualche mese) mi ha suggerito di provare a svoltare la mia esistenza e di adeguarmi alla globalizzazione cinematografica. Per non ricadere nella retorica del finto tradizionalista mi sono tacitamente concesso After Life di Ricky Gervais. Ve lo dico subito non è un capolavoro. Lei diceva convinta "si piange e si ride, si ride e si piange". Si ride poco e si piange meno. Recitata con discrezione dal suo stesso regista e sceneggiatore, ha buone musiche e un ritmo più che apprezzabile. Si riconosce invece un black humor di qualità. Approfitto comunque del vostro tempo per dirvi che @liuzza__ (in combutta con @fabriziodentico )senza volerlo (forse) mi ha regalato finalmente quei momenti di cinema che non provavo da anni. Da quando, ai tempi del liceo, provavo a fare mie le tecniche di seduzione di Step in Tre metri sopra al cielo. Mi sto perdendo. Ah ecco. Queste prime sei puntate mi hanno aiutato a riflettere e si, posso dirlo, mi stanno insegnando a vivere secondo alcune regole che sbadatamente avevo abbandonato ed erroneamente rimosso dal mio codice di vita. Sorvolate ed ignorate tutti i riferimenti possibili all'amore spassionato ed incondizionato verso la moglie defunta e concentratevi alla cinica raffigurazione dell'essere umano e del suo essere tragicamente ridicolo quando pensa di non avere alcuna via d'uscita.

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