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EDUCAZIONE PER MIO FIGLIO - La Serie - Capitolo TRE

  L'idea di questa serie mi è venuta rileggendo  Lettera a mio figlio sulla felicità  di Sergio Bambarén. L'amico Leonardo me l'ha suggerito qualche tempo fa per rimpinguare la personale cambusa di incertezze, errori e consigli sbagliati.  Così mi sono chiesto: se dovessi lasciare in eredità qualcosa a mio figlio, a mio nipote o al vicino di casa, cosa potrei donare? Non un manuale di insegnamenti (mai posseduti), non una casa (figuriamoci), ma dei dischi. I cinque album che hanno cambiato il mio modo di ascoltare e forse anche un po' di vivere. Non è un'educazione accademica, non c'è niente di tecnico o teorico.  È un'educazione musicale fondata sulla passione. Quella che vive nelle cuffie, che rimbalza nelle casse di una KIA e risorge da una playlist Spotify condivisa di nascosto. CAPITOLO 3: LA DURA LEGGE DEL GOL, 883 (1997) Premessa: considerate che oggi vivo quotidianamente un preoccupante problema di memoria a breve, medio e, vi dirò, anche lungo termi...

EDUCAZIONE PER MIO FIGLIO - La Serie - Capitolo DUE

  L'idea di questa serie mi è venuta rileggendo  Lettera a mio figlio sulla felicità  di Sergio Bambarén. L'amico Leonardo me l'ha suggerito qualche tempo fa per rimpinguare la personale cambusa di incertezze, errori e consigli sbagliati.  Così mi sono chiesto: se dovessi lasciare in eredità qualcosa a mio figlio, a mio nipote o al vicino di casa, cosa potrei donare? Non un manuale di insegnamenti (mai posseduti), non una casa (figuriamoci), ma dei dischi. I cinque album che hanno cambiato il mio modo di ascoltare e forse anche un po' di vivere. Non è un'educazione accademica, non c'è niente di tecnico o teorico.  È un'educazione musicale fondata sulla passione. Quella che vive nelle cuffie, che rimbalza nelle casse di una KIA e risorge da una playlist Spotify condivisa di nascosto. Capitolo 2: Tiziano Ferro –  Nessuno è solo (2006) Tiziano Ferro ha avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione sentimentale, spirituale e soprattutto motoria. ...

EDUCAZIONE PER MIO FIGLIO: La Serie - Capitolo UNO

L'idea di questa serie mi è venuta rileggendo Lettera a mio figlio sulla felicità di Sergio Bambarén. L'amico Leonardo me l'ha suggerito qualche tempo fa per rimpinguare la personale cambusa di incertezze, errori e consigli sbagliati.  Così mi sono chiesto: se dovessi lasciare in eredità qualcosa a mio figlio, a mio nipote o al vicino di casa, cosa potrei donare? Non un manuale di insegnamenti (mai posseduti), non una casa (figuriamoci), ma dei dischi. I cinque album che hanno cambiato il mio modo di ascoltare e forse anche un po' di vivere. Non è un'educazione accademica, non c'è niente di tecnico o teorico.  È un'educazione musicale fondata sulla passione. Quella che vive nelle cuffie, che rimbalza nelle casse di una KIA e risorge da una playlist Spotify condivisa di nascosto. Capitolo 1: Rino Gaetano -  Resta vile maschio, dove vai? (1979) Avevo sedici anni e ho scoperto il mondo dentro un hard disk illegale che girava tra i banchi del liceo come un sacr...

Successo o svendita? Cosa stiamo diventando per essere virali

La fama si costruisce o si rincorre? Quando il talento non basta, c’è chi si reinventa. E per fortuna c’è ancora chi resiste.  La musica italiana nell'era tiktokkiana C’era un tempo in cui la musica aveva bisogno di tempo. Tempo per essere pensata, per essere scritta, tempo per maturare e infine tempo per essere capita. Oggi no. Oggi ha bisogno di reattività, algoritmo, ritornello da 8.5 secondi e una sufficiente dose di “imbarazzo creativo” . E così, sempre più artisti si trovano di fronte a una scelta: seguire la propria strada o saltare sul carro della viralità . C’è chi, pur di farsi notare, rinnega se stesso . Cambia stile, cambia pubblico, cambia identità. E poi c’è chi resta fedele. E rischia di restare un artista. Dal jazz all’“arte sporca” Parlo da uomo tradito . Da primo fan . Da vicino di casa . Da sconfitto. Parlo di Serena Brancale , una delle voci più eleganti, potenti e raffinate che (parte di) questo Paese abbia avuto la fortuna di ascoltar...

Questa pazza voglia di libertà di “Je so accussì”

  Il 25 marzo è finalmente di (e per) tutti il nuovo album di Serena Brancale, roba nostra per intenderci. Album a briglie sciolte, libero da regole imposte dalle brochure dell’ipermercato musicale con i suoi scaffali pieni di prodotti customizzati dalle major. Non si avverte minimamente traccia di disadattamento discografico, percepita nei primi due dischi, anzi Serena è completamente a suo agio, ed è la vera fortuna del suo ultimo lavoro. Composizioni zeppe di citazioni stilistiche più o meno esplicite che lo rendono un concept album di tutto rispetto e assoluto livello. Quel rispetto che a Serena non manca quando decide di ri-arrangiare brani intoccabili, mostrando coraggio e quella spensieratezza che caratterizza il suo personaggio affannosamente sui generis, con affetto parlando, e dal fascino irresistibile. (copertina dell'album, tra Tregua di Renato Zero e la Sade di Lovers Rock) La nostra personalissima versione di crooner al femminile, viaggia leggiadra tra generi musi...

125 milioni di cazzate - Intervista più o meno fantasiosa a LEcose (speciale DopoFestival)

JF: “…Si attendeva una tua maggior partecipazione nelle storielle IG durante il festival” LE: “Chi attendeva? E comunque non ho mai amato il gregge e alla ricotta di pecora ho sempre preferito quella di mucca” JF: “Chiaro” LE: “Ho contato fino a 7, 7 giorni prima di rilasciare pensieri ed endorfine. Perché se è questa la cumbia di chi cambia , io ho preferito attendere che gli altri finissero di sproloquiare, rifletterci su, provare a non farlo, e poi esprimermi” JF: “…” LE: “Enno, ora tocca a me. Sono stato educato, e l’educazione è una cosa importante. La divinità della mia pubertà, qualche giorno fa, citava che “bisogna parlare delle cose su cui si è competenti" e sui "temi importanti bisogna lasciare parlare chi si sporca le mani per cercare soluzioni veramente a quei problemi". La ignorano tutti e allora, come ben sai, io me ne catafotto” JF: ”Procederei con ordine. Tutti ci siamo chiesti chi fosse o meglio quale fosse il brano che hai apprezzato e favor...

Impressioni di novembre

Il momento che stiamo vivendo è complicato. Non tanto per questa trascurabile pandemia, quanto per le richieste incessanti e quotidiane che ricevo da parte di molti (…) di aggiornare il mio pensiero tradotto in blog. “Ma molti chi?” “Chi sono questi?” “Nomi e cognomi”, placatevi. Si definisce comodamente ironia, ma vi lascio comunque il beneficio del dubbio. Non perdo e rubo tempo. In primis, mi preme riconoscere e sottolineare i miei limiti. La mia unica e primordiale forma di difesa. Mi sto rendendo conto che divento intollerante alle vostre critiche legittime e sacrosante sempre pronte a scovare le mie incompetenze artistiche, morali e culturali. Detesto essere attaccato quando ho torto. Procederò, pertanto, a raccontarvi delle fisse sbocciate nell’ultimo mese e, chissà, prolungarmi per un periodo continuativo fino alla classica fase di stallo in cui mi annoierà anche questa attività e tornerò ad affliggermi sulla moltitudine di scelte sbagliate prese in età prematura e che og...