JF: “…Si attendeva una tua maggior partecipazione nelle storielle IG durante il festival”
LE: “Chi attendeva? E comunque non ho mai amato il gregge e
alla ricotta di pecora ho sempre preferito quella di mucca”
JF: “Chiaro”
LE: “Ho contato fino a 7, 7 giorni prima di rilasciare
pensieri ed endorfine. Perché se è questa la cumbia di chi cambia, io ho preferito attendere che gli altri finissero
di sproloquiare, rifletterci su, provare a non farlo, e poi esprimermi”
JF: “…”
LE: “Enno, ora tocca a me. Sono stato educato, e l’educazione
è una cosa importante. La divinità della mia pubertà, qualche giorno fa, citava
che “bisogna parlare delle cose su cui si è competenti" e sui "temi
importanti bisogna lasciare parlare chi si sporca le mani per cercare soluzioni
veramente a quei problemi". La ignorano tutti e allora, come ben sai, io
me ne catafotto”
JF: ”Procederei con ordine. Tutti ci siamo chiesti chi fosse
o meglio quale fosse il brano che hai apprezzato e favoreggiato per quest’anno”
LE: “Caro mio, credo in maniera del tutto inconsapevole, hai
toccato il primo tema che mi sta davvero a pancreas. Siamo davvero sicuri che
sia ancora il festival della canzone italiana e non si sia tramutato nel
festival del cantante italiano?”
JF: “Nghesenso?”
LE: “Eh, sai…nella maledetta epoca del televoto, causa per
cui ripristinerei la pena di morte per dedicare una giusta ricompensa al suo
inventore, da qualche anno, il festival qualcuno può seguirlo anche con il “muto”
inserito. Ha già scelto il vincitore, anche se il suo brano assomiglia alla
versione demo di “Baby Shark”
JF: “Eeeeh, che
esagerazione. Suvvia, siamo in democrazia e soprattutto a ridosso del quarto
millennio. Lasciare spazio allo spettatore è doveroso, altrimenti sarebbe
rimasto il festival di Baudo, della critica e della demoscopica”
LE: “Eh si, che squallore,
posso immaginare. Vabbè, Massimo Ranieri.”
JF: “Massimo Ranieri?”
LE: “Si hai ragione, vedi poi mi contraddico. Intendevo dire il brano di Massimo Ranieri”
JF: risatina beffarda.. “Con Iva Zanicchi, erano i preferiti
di mia Zia Sisina”…”Poi…”
LE: “No, non dirlo. Io mi riferisco alle sole canzoni, non mi
esprimo sulle performance, in quanto, non potrei tecnicamente valutare la prova
complessiva. Per fortuna, nonostante i gusti retrò, non necessito di un tecnico
audiometrista per percepire tutte le stecche della prima sera, detto questo, c’erano
evidenti problemi tecnici. Una canzone senza tempo, e pensa, con un testo che
non parla esclusivamente di sentimento di coppia. Brividi…oddio che gaffe”
JF: “Sapevo dove si puntava, ci sei arrivato troppo presto.
Brividi è una canzone stupefacente, e spiace dirti che sei evidentemente in
malafede e stai forzando il tuo personaggio”
LE: “Calma, calma. Ti confesso una roba. È il degrado a
forzare il personaggio, a costringermi alla maschera. Paradossalmente, provate
a immaginare se le canzoni in questione fossero interpretate al contrario.
Ranieri con Brividi e Blanco/Mahmood con Lettera al di là del mare. Sicuri che
sareste qui a parlarmi di Brividi come capolavoro?”
JF: “Sei un vortice di banalità e ovvietà, è normale che
interpretazione e misè-en-place la fanno da padrona”
LE: “Eh non lo so, sai. Non darlo per scontato. Io ho
provato quest’esercizio perverso, in una visione del tutto autocritica e
introspettiva, e forse opterei nuovamente per Massimo Ranieri. Perché vedi, la
maschera poi ti inganna e finisci per sbagliare pur di portare avanti
cocciutamente un movimento. Ed è per questo motivo che Brividi la devo
ascoltare, cantare, da solo in auto senza farmi riconoscere da nessuno”
JF” Ma perché?”
LE: “Perché stiamo diventando tutti dei soldatini
lobotomizzati che si esprimono, pensano e producono nella stessa identica
maniera. Siamo diventati dei MEME in carne ed ossa”
JF: “Filosofia metafisica, skip. Solo Massimo Ranieri?”
LE: “No, assolutamente. Il brano di Elisa, scritto con
Tropico, ennesimo re mida dell’ondata pop, è di spessore, peccato fosse
incompleto e pensato manieristicamente. La Rappresentante, forte, brano furbo e
invadente, mi aspettavo altro ma va bene. Poi poco altro. Livello discreto
generale”
JF: “Eravamo rimasti ad un tuo debole per Achille Lauro, è il
suo essere UNDER30 a destabilizzarti?”
LE: “No, Lauro è un mito, un rivoluzionario. Sposta gli
equilibri e quello di quest’anno è un brano di assestamento, sono stati due anni
da Lord Voldemort della musica italiana, lasciamolo riposare”
JF: “Dai ti ammorbidisco, e Cremonini?”
LE: “Non ci crederai, ma è l’unica serata che mi sono perso,
mi hanno incastrato in un padel quel giorno. Ho deciso di non recuperarlo,
voglio godermelo tutto senza tubo catodico, quest’estate”
JF: “Ci sta. Ascolta, si parla di ospitate, ti è piaciuto
Checco?”
LE: “Si perché l’ultimo con quel nome a calpestare quel
palco è stato il tale dei Modà, quindi peggio non si poteva fare. Scherzo, cioè
non scherzo. Vabbè, su Zalone paradossalmente devo assumere le sembianze seriose
e pesantemente socratiste. Checco Zalone è diventato pericolosamente di
nicchia. Ironia elevata e non del tutto immediata. Accoltella con eleganza e
sagacia. Non voglio ergermi a componente della casta, tuttavia devo constatare
che molti non riescono a stargli dietro, a comprendere il suo sottobosco di
comicità. E sai cosa provoca maggior dispiacere?”
JF: “No”
LE: “Viene criticato dai primi, unici, ad essere difesi
dalla sua satira. Penso alla comunità LGBT, sicuramente. O ad una parte della
stessa. Massacrato, perché carichi delle loro convinzioni ed occhio, pieni del
loro pregiudizio, sono andati dritti senza riflettere. Siamo sicuri che la loro
volontà sia quella dell’inclusione? Da qualche tempo, percepisco un forte
spirito di disaggregazione da parte loro. Polemica a parte, Luca Medici è ormai
un fuoriclasse, patriottismo a parte.”
JF: “Torno brevemente sul tema, provocandoti, perché conosco
la tua sensibilità alle peculiarità del personaggio. Emma Marrone”
LE: “Avrei preferito non farlo. Ti direi che ho amato la sua
performance, solo perché la Michielin direttrice d’orchestra, era un messaggio
di spontaneità, genuinità e verità di impatto visivo notevole. Il suo brano,
niente di, assolutamente ben cantato, perché a Emma, bisogna riconoscere
qualità vocali fuori discussione. Detto questo, il personaggio EmmaMarrone, paladina
del femminismo, onestamente, è insopportabile. Ritengo che la sua volontà di
rappresentare un movimento, del tutto privo di contenuti e forma, è funzionale
al nulla. Mimare una vulva sul palco, aiuta chi a fare cosa?”
JF: “Il tema della violenza sulle donne è un problema serio,
rischi di risultare superficiale”
LE: “Problema serissimo, non lo risolvo io criticando Emma,
allo stesso tempo, non lo risolve Emma, con la battaglia di genere fatta di
comparsate patetiche, monologhi insulsi e imbarazzanti colmi di citazionismo
scollato dalla realtà, réclame astute e con piccante gusto commerciale. Non mi
piace”
JF: “Me lo merito, dai non ci starà leggendo più nessuno, ci
sarà qualcosa di politicamente scorretto, per concludere”
LE: “No, però mi è mancata quello sconvolgimento da lancio
degli spartiti, che fa sempre bene alla musica. Anzi, qualcosa c’è, me la porto
dietro da anni…”
JF: “Oddio, ovvero???”
LE: “Il primo Sanremo vinto da Mahmood, te lo ricordi?”
JF: “Ancora?”
LE: “Non ho mai sopportato la reazione del day after di
Ultimo. In conferenza, infuriato a vomitare odio e infantile superbia contro
chi non lo rispettava in quanto colpevoli di riconoscere meriti al vincitore. A
23 anni, un solo album all’attivo, successo mainstream da airpods, non devi
assolutamente cadere nell’inganno della “popstar che è la popstar e voi non
siete un cazzo”. Non devi perché non puoi. Non aveva fatto nulla all’epoca, figuriamoci
oggi. Preciso, a me Ultimo piace da matti”
JF: “A proposito di uscite infelici, quasi dimenticavo, quella
di Grignani?”
LE: “Sarebbe quella un’uscita infelice? Metterci la faccia,
liberarsi delle paure e mostrare le debolezze è la più nobile delle
rappresentazioni. Stima per Grignani, e invidia per il suo coraggio.”
JF: “That’s All?”
LE: “E direi”
SIPARIO
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